Da settembre le riprese real life di VolaVola

aprile 21, 2010 at 12:49 pm 1 commento


VolaVola/FlyMe passa dall’opera in machinima alla pellicola cinematografica. «E’ un cartone – dice Alessandro Haber, protagonista del lungometraggio narrativo di Berardo Carboni – di cui a settembre faremo un film». L’occasione per annunciare il passaggio dai pixel ai fotogrammi è stata data dal recente Riff di Roma, quando in una serata al Nuovo Cinema Aquila è stata annunciato un secondo film. La pellicola sarà prodotta nel 2010 in un contesto in gran parte reale, integrando l’uso delle tradizionali tecniche cinematografiche e la partecipazione di veri attori con l’utilizzo di avatar che interagiranno anche in ambienti fisici. Il cast è composto da alcuni dei più conosciuti avatar del Metaverso: Aimee Weber, Frank Koolhaas (cioè  Mario Gerosa, coautore con Carboni dello script), Fau Ferdinand, Bibbe oh. Le loro voci, nella versione italiana, sono doppiate da attori tra cui Alessandro Haber, Sabrina Impacciatore, Federico Rosati e Sofia Vigliar e doppiatori come Roberta Pellini, Andrea Mete e Flavio Aquilone.

Il film, quello in machinima, di Berardo Carboni – celebre per aver firmato “Shooting Silvio” – era già stato presentato in anteprima mondiale di grande prestigio ieri sera a Parigi, alla Géode, nel Parc de la Villette durante il machinima festival Atopic. Nella serata del 9 aprile scorso a Roma la proiezione era stata presentata come occasione per dare suggerimenti per contribuire a sviluppare gli intrecci narrativi del film che verrà realizzato da attori in carne ed ossa a partire da settembre. Entrambi i film – quello integralmente girato in Second Life e quello nella cosiddetta real life – sono ambientati nel mondo reale, a Roma, dove come ormai ovunque, spesso accade di imbattersi in luoghi e persone che vengono da un altro universo. olavola è una storia corale che cerca di raccontare varie sfaccettature della contemporaneità, mettendo a confronto stili di vita, sentimentie visioni del mondo di tre diverse generazioni. Le vicende del film, all’inizio apparentemente slegate, si intrecciano grazie al loro dal legame con i media. «La mia faccia diventata un cartone è stata molto divertente» ha commentato Alessandro Haber.

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